
Arte nello spazio pubblico
Con DOTS l’arte non è solo espressione creativa: diventa strumento di rigenerazione urbana, pratica collettiva e gesto politico. Le opere realizzate nel quartiere Ostiense compongono un racconto corale che intreccia memoria e futuro, identità locali e visioni globali.
Murales, interventi di asphalt art e installazioni site-specific hanno trasformato strade, muri e piazze in un museo a cielo aperto, accessibile e vivo, che appartiene a chi abita e attraversa il territorio. Non più superfici marginali, ma paesaggi simbolici che parlano della storia del quartiere, delle sue comunità, delle donne e degli uomini che ne hanno segnato il destino.
Connecting Ostiense
Un patrimonio comune
Il primo capitolo di DOTS – reso possibile grazie al sostegno di Brightstar – ha visto la collaborazione di artisti di rilievo come Geometric Bang, Alice Lotti e Moneyless. I loro lavori, pur diversi per linguaggio e stile, compongono un mosaico unitario: un patrimonio culturale condiviso che intreccia memoria operaia, resistenza civile, progresso tecnologico e immaginazione collettiva.
DOTS dimostra che l’arte nello spazio pubblico non è solo ornamento, ma azione civica. È la possibilità di riscrivere i luoghi, di renderli più belli e vivibili, e allo stesso tempo di restituire voce a chi quei luoghi li abita ogni giorno.
Un’arte che nasce dall’ascolto
Ogni intervento dialoga con il contesto urbano e sociale. Gli artisti raccontano memoria industriale, trasformazioni e storie di Ostiense. Muri e strade diventano pagine di un libro comune, scritto con linguaggi diversi ma legato da un filo rosso: la centralità delle persone, soprattutto delle donne, protagoniste di ieri e oggi.
Un’arte che genera appartenenza
Le opere di DOTS non si limitano a decorare, ma attivano processi di cura e partecipazione. Sono topografie identitarie che restituiscono un’immagine riflessa e rinnovata del quartiere, rafforzando il senso di appartenenza e invitando chi vive il territorio a riconoscersi in esso.


